LIBERTÀ ESPRESSIONE ONLINE – RESPONSABILITÀ BLOGGER
Diritto dell’informazione digitale – Corte di Cassazione Penale, Sezione V, Sentenza n. 31256 agosto 2025
La Corte di Cassazione ha definito i limiti della responsabilità penale per i blogger, stabilendo standard di diligenza più elevati per chi esercita attività informativa professionale online. La decisione chiarisce che l’attività di blogging sistematica comporta maggiori doveri di verifica rispetto alla mera espressione di opinioni private sui social media. I giudici hanno precisato che la libertà di critica trova limite nella diffamazione quando vengono divulgate notizie false con dolo o colpa grave. La sentenza distingue tra blogger occasionali e professionali, applicando a questi ultimi standard comparabili al giornalismo tradizionale. Il principio consolida l’orientamento per cui la professionalità nell’informazione online richiede controllo delle fonti e verifica dei fatti. Per i blogger professionali, la decisione impone procedure di fact-checking prima della pubblicazione. I gestori di piattaforme devono implementare sistemi di segnalazione per contenuti diffamatori. La pronuncia bilancia libertà di espressione digitale e tutela della reputazione, definendo responsabilità proporzionate al ruolo informativo esercitato.
MUFFE E CONDENSA – RESPONSABILITÀ PROPRIETARIO BALCONE
Diritto condominiale e proprietà – Tribunale Civile di Napoli, Sentenza n. 8541 agosto 2025
Il Tribunale ha stabilito che il proprietario del balcone sovrastante risponde dei danni da infiltrazioni che causano muffe e condensa nell’appartamento sottostante, anche in assenza di vizi strutturali evidenti. La decisione applica il principio della responsabilità oggettiva per danni derivanti da immobili in proprietà esclusiva che interessano unità immobiliari di altri condomini. I giudici hanno chiarito che l’onere della prova si inverte: il proprietario deve dimostrare l’assenza di colpa nella manutenzione del proprio balcone. La sentenza consolida l’orientamento per cui la proprietà esclusiva comporta doveri di conservazione per evitare pregiudizi alle unità sottostanti. Il principio tutela i diritti dominicali contro danni derivanti da cattiva manutenzione di parti private sovrastanti. Per i proprietari di balconi, la decisione impone controlli periodici e interventi manutentivi preventivi. I condomini danneggiati possono ottenere risarcimenti dimostrando il nesso causale tra infiltrazioni e danni subiti. La pronuncia responsabilizza la proprietà privata verso gli effetti esterni degli immobili, garantendo tutela dei diritti di vicinato.
DANNO PATRIMONIALE – PROVA PER PRESUNZIONI CAPACITÀ LAVORATIVA
Responsabilità civile – Corte di Cassazione Civile, Sezione III, Sentenza n. 18743 agosto 2025
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della liquidazione del danno patrimoniale futuro basata su presunzioni semplici quando sia accertata scientificamente la riduzione della capacità lavorativa. La decisione stabilisce che non è necessaria prova matematicamente esatta del danno futuro, purché sussista certezza sulla compromissione delle abilità professionali specifiche del soggetto leso. I giudici hanno chiarito che la valutazione può fondarsi su parametri medico-legali consolidati e proiezioni statistiche affidabili del settore lavorativo interessato. La sentenza facilita il risarcimento delle vittime di infortuni, consentendo determinazione equitativa basata sulla ragionevole probabilità di diminuzione reddituale. Il principio consolida l’orientamento per cui il danno da lucro cessante può essere liquidato anche senza prova rigorosa dell’ammontare, quando sia dimostrata causalmente la compromissione lavorativa. Per le vittime di incidenti, la decisione semplifica l’ottenimento di risarcimenti adeguati. Gli assicuratori devono considerare valutazioni prognostiche nella liquidazione dei sinistri. La pronuncia garantisce tutela patrimoniale effettiva in caso di lesioni invalidanti, bilanciando certezza giuridica e giustizia sostanziale.
RESPONSABILITÀ GENITORIALE – MADRE CHE ALLONTANA IL FIGLIO DAL PADRE
Diritto di famiglia – Corte di Cassazione, Sezione I Civile, Ordinanza n. 19305 del 21 giugno 2022
La Suprema Corte ha confermato la revoca della responsabilità genitoriale di una madre che aveva creato attorno al figlio un clima di negatività e sfiducia verso il padre, provocando al minore un trauma grave. La decisione stabilisce che comportamenti di alienazione parentale, anche senza maltrattamenti fisici, possono giustificare la perdita della responsabilità genitoriale quando compromettono gravemente l’equilibrio psicologico del minore. I giudici hanno evidenziato come la personalità ansiosa e controllante della madre, unita a una visione paranoica della realtà, abbia impedito una crescita sana ed equilibrata del bambino. La sentenza conferma che l’interesse primario del minore prevale sui diritti genitoriali quando questi vengono esercitati in modo dannoso. Per gli avvocati familiaristi, la decisione fornisce parametri chiari per valutare casi di alienazione parentale severa. I genitori devono comprendere che comportamenti ostruzionistici possono comportare la perdita dei diritti genitoriali. La pronuncia tutela il diritto alla bigenitorialità come interesse superiore del minore, richiedendo interventi mirati quando uno dei genitori compromette tale equilibrio.
PATTI PREMATRIMONIALI – SVOLTA DELLA GIURISPRUDENZA ITALIANA
Diritto di famiglia – Evoluzione giurisprudenziale, Cassazione Civile n. 21839/2019 e n. 7126/2025
La giurisprudenza di legittimità ha avviato una significativa evoluzione verso il riconoscimento dei patti prematrimoniali, superando progressivamente le tradizionali resistenze dell’ordinamento italiano. La Corte di Cassazione ha distinto tra separazione consensuale e accordi patrimoniali autonomi, aprendo spazi per pattuizioni preventive che regolino i rapporti economici futuri tra coniugi. L’orientamento giurisprudenziale riconosce principi di autodeterminazione e autoresponsabilità di coppia, estendibili anche alla fase prematrimoniale per la regolamentazione di aspetti patrimoniali specifici. La svolta interpretativa supera la rigidità dell’articolo 160 del Codice Civile, ammettendo accordi che non contrastino con i diritti fondamentali del matrimonio ma disciplinino contribuzioni, gestione patrimoniale e modalità di divisione dei beni. Per i professionisti del diritto, la decisione richiede aggiornamento delle competenze nella consulenza preventiva matrimoniale. Le coppie possono ora pianificare con maggiore certezza la gestione patrimoniale del rapporto coniugale. La pronuncia rappresenta un passo decisivo verso la modernizzazione del diritto di famiglia italiano, allineandolo agli standard europei di autonomia contrattuale.